Fausto De Stefani: sulla scia della bellezza, dalle cime alle aule scolastiche

Fausto De Stefani parla della sua storia, non quella della montagna.

Fausto De Stefani - Alpinista

Fausto De Stefani, grande alpinista, il 3 ottobre presso il Cento Studi Educativi Kèleuthos di Parona (VR) ha parlato ad un pubblico brulicante di giovani alpinisti che, chissà, si aspettavano storie di montagna… ma di Fausto hanno invece sentito la sua seconda storia.

L’alpinista che guarda alle montagne con occhi puri non è mai indifferente alle persone che trova sul suo cammino, ai luoghi che visita, alle situazioni che incontra, e se riesce a contemplare il suo viaggio con questa particolare attenzione allora sente di aver raggiunto la cima più alta.

Per questo motivo non è raro incontrare alpinisti che durante o dopo la loro carriera si sono dedicati ad azioni che poco sembra abbiano a che vedere con la montagna e il loro passato alpinistico; invece queste iniziative scaturiscono proprio da quell’amore particolare e genuino che essi nutrono per la neve, i ghiacci, la roccia e i luoghi visitati nelle spedizioni.

Ed è proprio questa la storia di Fausto De Stefani, sesto uomo al mondo ad aver raggiunto senza ossigeno la cima di tutti gli 8000 della terra. E poi? Dopo aver conquistato i tetti del mondo ha constatato che “non c’è cosa più inutile che salire montagne o arrampicarsi su pareti!”-“ma è bellissimo farlo”- continua -“e forse è bello perché è inutile, e forse è importante proprio per questo motivo!”. Ecco dunque cosa ha dato la montagna a Fausto: gli ha fatto assaporare la Bellezza incommensurabile… e Fausto cosa poteva dare per ricambiare il regalo? Dice: ”Sulla terra siamo tutti in prestito, anche chi vive cent’anni… è solo un fremito di vita, che poi se ne va, quello che rimane è ciò che lasciamo agli altri”. E lui ha deciso di lasciare una sua traccia nell’infanzia nepalese.

La Rarahil Memorial School è una scuola fondata nel 1993 a Kirtipur, cittadina poco distante da Kathmandu in Nepal. Il suo nome è composto dalle iniziali di quattro ragazzi martirizzati durante una manifestazione pacifica in difesa della democrazia nel 1990.

Nel 1999 Fausto ha deciso di farsi carico del miglioramento della scuola che versava in gravi difficoltà sia economiche sia strutturali. È così cominciata la sua nuova avventura fatta di viaggi in Nepal ma soprattutto di permanenze in Italia per raccogliere fondi; “Un’avventura molto più impegnativa che scalare montagne” dice. La scuola ha così potuto veder nascere nuovi spazi, nuove attività e borse di studio; ed oggi è gestita in maniera no profit.

Fausto De Stefani riporta un piccolo fatto indicativo dello spirito con il quale si vuole affrontare il bisogno di formazione educativa nepalese. Per un periodo ha lavorato nella scuola un’insegnante italiana che presto ha suggerito di ridurre le lezioni di meditazione e di yoga per incrementare invece le più occidentali informatica e matematica. Ebbene l’insegnante è stata ben presto invitata a fare ritorno in patria. Fausto infatti sottolinea come spesso si sia convinti che il modello occidentale sia quello giusto, e l’unico meritevole di essere tramandato. Invece i ragazzi nepalesi hanno bisogno di conoscere il loro territorio, le loro tradizioni, la natura, la loro gente e le peculiarità della loro antichissima cultura. Tutto ciò non toglie che essi seguano anche lezioni “all’occidentale” in moderni laboratori, ma la priorità non è trasmettere questo modello bensì approfondire quello nepalese.

Ora la Rarahil Memorial School ospita studenti dalle elementari alle superiori, da tutto il circondario e di tutte le classi sociali, i più poveri nella retta sono supportati da borse di studio, dagli studenti più benestanti e da adozioni a distanza.

Fausto De Stefani infine sottolinea che la scuola “è bella” – “una scuola deve essere bella! Solo così i bambini saranno contenti di starci”, e ricorda la sua prima aula elementare: una stanza dai muri grigi con un’unica finestrella a grate… una prigione insomma!

Fausto non ha perso l’amore per la più bella cosa “inutile”: la bellezza. Così fondamentale nella vita umana… l’ha semplicemente spostata: dalle cime alle aule scolastiche.