Ludolinguistica: il valore del gioco per apprendere una lingua

Ludolinguistica: una didattica ludica per insegnare e/o imparare una lingua seconda o potenziare la lingua madre

Nell’insegnamento di una lingua, sono numerosi gli studiosi e gli esperti che ritengono che un approccio diversificato possa avere degli effetti positivi e duraturi nella didattica di una lingua. Questa convinzione proviene dai numerosi studi effettuati nel campo delle seconde lingue (italiano come lingua straniera e italiano come L2; seconda lingua straniera) e nel campo dell’immersione linguistica.

L’immersione linguistica è un approccio sviluppato per potenziare l’insegnamento/apprendimento di una seconda lingua utilizzandola come veicolo per l’apprendimento di altri contenuti. Esistono vere e proprie scuole che utilizzano l’immersione linguistica, prevedendo dei corsi disciplinari tenuti in una lingua target diversa dalla lingua materna. Gli studenti, grazie a un determinato progetto educativo, vengono immersi nella L2 e la utilizzano per comunicare un determinato argomento.

La lingua, insomma, «non può essere appresa con la sola pratica formale» (Dialogua H. Sterne). In una situazione comunicativa è il coinvolgimento che dovrebbe favorire l’apprendimento. Impariamo meglio facendo ed è normale (o dovrebbe essere tale) il fatto che parliamo solo quando abbiamo qualcosa da dire o quando vogliamo ottenere informazioni.

Il gioco. Proprio così: una situazione ludica può essere d’aiuto a qualsiasi parlante voglia approcciarsi con una lingua nuova o per i parlanti che si trovano in età scolare e hanno a che fare, quasi quotidianamente, con le regole grammaticali e le analisi della lingua italiana.

Ludolinguistica: quanto è importante il gioco nell’apprendimento?

Ed è qui che entra in gioco (perdonne) la ludolinguistica. Nicola Zingarelli definì ludolinguistica «una branca della linguistica che si occupa di giochi di parole e combinazioni lessicali». I giochi di parole, nelle loro molteplici forme, possono svolgere un ruolo molto importante nello stimolate e verificare l’apprendimento linguistico a diversi livelli di età (De Mauro, 2010).

Rodgers (1981) ha evidenziato cinque caratteristiche delle tecniche ludiche che riguardano la didattica delle lingue:

  • sono competitive;
  • sono rette da regole (hanno un numero limitato e chiaro di regole da rispettare);
  • hanno un obiettivo;
  • hanno una conclusione (ad un certo punto l’attività ha una soluzione e può considerarsi finita);
  • sono coinvolgenti (perché mantengono i partecipanti in una situazione di sfida).

L’obiettivo della ludolinguistica è di migliorare l’insegnamento e di motivare lo studente attraverso questa “nuova” disciplina.

I giochi della ludolinguistica raggruppano anagrammi, rebus, cruciverba, refusi e indovinelli. Tra i principali studiosi italiani si ricordano Bartezzaghi, Dossena, Francipane, Peres e Rossi.

 

Eloquente (forse un po' troppo), è la voce più critica del gruppo. Si occupa principalmente di mass media convenzionali e non. Appassionato di cucina, è un bibliofago e passa il tempo libero a scrivere di tutto e di più. Autore preferito: il comisano Gesualdo Bufalino.