Ordine del Giorno e ordine della Notte nei gruppi di lavoro

Crediamo che un gruppo di lavoro fallisce solo perché non ha raggiunto l’ordine del giorno e quindi l’obiettivo manifesto? Abbiamo mai considerato l’Ordine della Notte?

La comunicazione è il fondamento di ogni gruppo. Un gruppo si costituisce per interesse reciproco delle parti che lo costituiscono. Un caso emblematico è costituito dai gruppi di lavoro che si formano per raggiungere un obiettivo ben definito. A volte, tale obiettivo non è facilmente raggiungibile e si può rischiare di raggiungere il fallimento. Per anni abbiamo pensato che un gruppo del genere fosse inadeguato perché incapace di raggiungere l’obiettivo preposto. Recenti studi di psicologia hanno aperto nuove interpretazioni.

Un gruppo di lavoro è un insieme di persone che si percepiscono interdipendenti e che svolgono una funzione specifica nel gruppo e stabiliscono regole a cui tutti i componenti devono attenersi.

Gruppi di lavoro: quattro persone che sostengono la parola team

I gruppi di lavoro, riunitisi per eseguire una serie di compiti disposti in un ordine esplicito e razionale, sono costituiti a partire da un Ordine del Giorno: l’agenda dei lavori, l’oggetto comune del gruppo e il contenuto dichiarato.

L’Ordine del giorno è l’impegno comune, la base logica e ragionevole del gruppo, il compito da realizzare, la performance sulla cui qualità il gruppo valuterà se stesso e sarà valutato.

In una logica razionalista, se il gruppo esegue l’Ordine del Giorno previsto significa che il gruppo ha lavorato bene, altrimenti significa che il gruppo è inadeguato.

Ma, secondo uno dei più importanti psicoanalisti italiani, Franco Fornari, l’Ordine del Giorno viene sempre attraversato, invaso, ostacolato dall’Ordine della Notte: ovvero l’ordine del sonno e del sogno, delle emozioni e degli affetti. L’Ordine della Notte si intreccia con l’Ordine del Giorno, rallentandolo, fermandolo, deviandolo con la sua irriducibile alterità.

Ciascun ordine funziona in maniera diversa:

  • l’Ordine del Giorno si fonda su principi logici aristotelici:
    • la linea del tempo è irreversibile (passato, presente, futuro, mai al contrario);
    • una cosa non può anche essere il suo contrario.
  • L’Ordine della Notte:
    • il tempo è circolare (passato, presente e futuro si determinano e si influenzano a vicenda);
    • una cosa può essere anche il suo contrario.

Quindi, sulla base degli studi di Fornari, è assolutamente indispensabile considerare che il lavoro di un gruppo è sempre ostacolato dal fronteggiarsi di due Ordini nettamente separati e opposti: l’Ordine del Giorno che sarebbe il compito logico, la performance razionale e l’Ordine della Notte che invece sarebbe l’istintualità animale, l’irrazionalità primitiva, l’infantilismo sempre in agguato.

Nei gruppi di lavoro, come in tutti i fenomeni umani e non, convivono due logiche: diurna e notturna, performativa ed affettiva, razionale ed emozionale, logica e psico-logica.

Ampliando il discorso, affermando che tutti i gruppi si possono paragonare ai gruppi di lavoro, il carattere decisivo di un gruppo è l’esistenza e il funzionamento plurale del gruppo stesso. Un lavoro di gruppo riuscito è un lavoro che risponde pienamente ai due ordini, diurno e notturno. Se il gruppo riesce a raggiungere l’obiettivo esplicitamente prefisso (ordine diurno) e a soddisfare, almeno in parte, il bisogno di ciascun membro (ordine notturno) allora il gruppo avrà lunga vita.

Fonte: Psicopolis, appunti sparsi di una lezione di formazione in un centro diurno per minori.

Eloquente (forse un po' troppo), è la voce più critica del gruppo. Si occupa principalmente di mass media convenzionali e non. Appassionato di cucina, è un bibliofago e passa il tempo libero a scrivere di tutto e di più. Autore preferito: il comisano Gesualdo Bufalino.