La Comunicazione Pubblica nell’era dei social network in Italia

La comunicazione pubblica è una forma di comunicazione necessaria in quanto ha la funzione di creare una più forte relazione tra Pubblica Amministrazione e cittadino, favorire maggior coinvolgimento e ascolto di quest’ultimo….ma è davvero cosi?!

comunicazione pubblica

Nella “società della comunicazione”, anche per le Amministrazioni Pubbliche diventa centrale comunicare con il cittadino, più che semplicemente informarlo.

Questa nuova “relazione” che nasce tra questi “due soggetti” dovrebbe essere fondata su comunicazione, ascolto, confronto anche in seguito alla legge 150 che ha disciplinato nel 2000 la comunicazione pubblica come funzione da organizzarsi presso le Pubbliche Amministrazioni.

Sono stati poi introdotti cambiamenti e attribuiti nuovi compiti agli URP e uffici stampa, portando senza dubbio ad un iniziale e lento rinnovamento, se cosi si può definire.
Si perché… se pensiamo alla comunicazione pubblica intesa come rapporto tra P.A. e cittadino, come “sportello d’accoglienza”, comunicazione chiara, trasparente, di natura informativa …allora siamo proprio fuori strada.

Purtroppo il cittadino molto spesso (analizzando la situazione in termini generali) è ancora troppo poco considerato come “indispensabile”, come “risorsa” e ciò indebolisce o cancella quella collaborazione e coinvolgimento che dovrebbe essere ormai scontato tra istituzioni e cittadini.

Non è però solo un problema legato all’inefficienza , qualità bassa dei servizi offerti, poca trasparenza o disinteresse delle istituzioni, qui sorgono altre due questioni che necessitano di essere analizzate.

La prima vede protagonista il cittadino, in particolare, il cittadino che lavora nella P.A: molto poco informato e formato, soprattutto chi rientra nel personale che lavora all’interno degli stessi URP (per fare esempio), dove solamente il 26% ha seguito una specifica formazione, conosce chiaramente il proprio ruolo e servizi offerti dall’Amministrazione stessa.

La seconda è strettamente legata al nuovo modo di fare informazione e ai nuovi mezzi utilizzati, la profonda rivoluzione che i social network hanno portato nella “società della comunicazione” e il ruolo attivo dei cittadini.
Attraverso Facebook, Twitter , la trasmissione di un qualsiasi contenuto informativo passa sempre più spesso attraverso questi canali e a volte qui nasce ad opera di cittadini, non giornalisti e tutto questo mette in evidenza anche “il ruolo della cittadinanza attiva”per quello che concerne il rapporto con le istituzione ma allo stesso crea troppa e confusa informazione e non capisce più “chi parla con chi e chi ascolta chi”.

I media sono diventati il principale luogo di costruzione della realtà sociale che seleziona la realtà, uno spazio ricco, utile e troppo affollato e ha generato frammentaria l’azione sociale, sfiducia e confusione nel singolo individuo e rischio di manipolazione.

Non rimane dunque che riprendere in mano la situazione, ristabilire il ruolo del cittadino e delle istituzioni attraverso un’informazione corretta e un uso razionale dei media.

Buoncompagni Giacomo, 27 anni. Laureato in comunicazione pubblica e specializzato in linguaggio non verbale, analisi dei media e scienze criminologiche con un master in criminologia investigativa. Sta conseguendo un secondo master in cyber security e collabora con la cattedra di sociologia presso l'Università di Macerata. È docente di "comunicazione e crimine" presso la Libera Università di Ancona e autore del libro "Il ruolo della comunicazione nell'investigazione" (Gruppo Editoriale L'Espresso)