Le agenzie di stampa perderanno la loro prerogativa?

Se l’informazione può essere raccolta sui social, e velocemente, le agenzie di stampa rischiano l’estinzione?

Dal decesso di Pino Daniele, di alcuni giorni fa, sembra che le agenzie di stampa stiano perdendo la loro prerogativa. Perché? Se consideriamo come la stampa è venuta a conoscenza dell’accaduto, una risposta siamo in grado di darcela da soli.

«Anche Pino ci ha lasciato. Grande amico mio ti voglio ricordare con il sorriso mentre io, scrivendo, sto piangendo. Ti vorrò sempre bene perché eri un puro ed una persona vera oltre che un grandissimo artista. Grazie per tutto quello che mi hai dato fratellone, sarai sempre accanto al mio cuore. Ciao Pinuzzo…».

Così Eros Ramazzotti, nella notte del 4 gennaio 2015, su Instagram, annunciava la morte di Pino Daniele anticipando i media nazionali e soprattutto le agenzie di stampa. Con questo annuncio in sostanza si va confermando una delle recenti tendenze nel campo del’informazione: la diminuzione dell’importanza delle redazioni dopo l’avvento dei social network.

Agenzie di stampa e social network

Si sapeva già da tempo, e lo sapevano soprattutto i giornalisti stessi, che le agenzie di stampa e, più in generale, gli organi di stampa tradizionali, sono in lento declino per quanto riguarda l’informazione “in streaming”. Questo evento qui ne ha segnato, ne ha sottolineato la rilevanza.

Che destino avranno le agenzie di stampa?

I giornalisti, delle principali testate nazionali e non, seguono i personaggi della politica, dell’economia, della religione, dello sport, dello spettacolo su tutti i social network, soprattutto su Twitter. Da un lato, questi personaggi famosi non esitano affatto a esprimere la propria opinione twittando o postando un contenuto, dall’altro gli addetti stampa non possono oramai ignorare in alcun modo questo fenomeno.

I social network diventano un terreno fecondo per raccogliere e per dare informazione. Ma le agenzie di stampa non perderanno probabilmente la loro prerogativa, vista l’attendibilità delle notizie che forniscono, poiché sui social network è possibile trovarsi di fronte a una “vera” bufala.

Eloquente (forse un po' troppo), è la voce più critica del gruppo. Si occupa principalmente di mass media convenzionali e non. Appassionato di cucina, è un bibliofago e passa il tempo libero a scrivere di tutto e di più. Autore preferito: il comisano Gesualdo Bufalino.