Classificazione dei caratteri e utilizzo del font

Spesso non poniamo molta attenzione sulla scelta dei caratteri, è vero che l’utilizzo dei font non è mestiere di tutti infatti dovrebbero pensarci grafici e designer, ma quante volte capita di fermarsi, magari davanti ad un documento di Word, e chiederci: “Adesso che ho finito, qual è il carattere che posso mettere?”.

La scrittura è vecchia come il mondo: già nel 6000-4000 a.C. l’uomo del paleolitico comunicava attraverso segni pittorici disegnati su pietre e pelli, i pittogrammi appunto, evoluti poi negli ideogrammi. Un vero e proprio sistema di scrittura ha dovuto attendere il 3000 a.C. per essere inventato ed utilizzato, parliamo della scrittura cuneiforme attribuita ai Sumeri e poi tramandata a Babilonesi e Assiri.

Di certo il primo sistema alfabetico conosciuto è stato inventato solo nel 1300 a.C. dai Fenici, composto da 22 grafemi (segni elementari e non ulteriormente suddivisibili che costituiscono l’unità minima nei sistemi di scrittura) derivanti principalmente dalla stilizzazione di oggetti. I primi alfabeti completi sono stati quello Greco (900 a.C.) e quello Etrusco (400 a.C.).

L’uomo, quindi, utilizza dal paleolitico la scrittura come mezzo di comunicazione anche se si comincia a parlare di font, o comunque ad avere una certa cura e distinzione del segno grafico, con le scritture romane (o almeno oggi lo attribuiamo a quel periodo).

Negli ultimi anni sono nate innumerevoli forme di caratteri disponibili al pubblico in maniera illimitata (ci sono moltissimi siti web da cui si possono scaricare gratuitamente i font).

classificazione dei caratteri di Aldo Novarese

classificazione dei caratteri di Aldo Novarese

Aldo Novarese fu un grande disegnatore di caratteri tipografici italiano, vissuto dal 1920 alla metà degli anni ’90, che compose circa sessanta serie di font differenti ma che rimane famoso soprattutto per la classificazione, che ha cercato di organizzare, tra tutti i font esistenti. Una sorta di divisione tecnica dal punto di vista stilistico.

Nella classificazione di Aldo Novarese sono presenti i font: Lapidari (o romani antichi), Medievali (o gotici), Veneziani (derivano dai romani antichi), Transizionali, Bodoniani, Scritti (o calligrafici), Ornati (decorativi), Egiziani, Lineari (o bastoni) e Fantasie.

Ciascuna di queste tipologie di caratteri ha una specifica particolarità ma soprattutto ciascuna di queste ha la sua storia, trova tradizione solida, definita e distinta l’una dall’altra.

Ciascun carattere a livello inconscio stimola emozioni differenti proprio perché il disegno delle forme è specifico e richiama un sistema esperienziale legato ad un utilizzo storico consolidato.

Ciascun font, proprio per le particolarità del disegno della forma stessa, è più o meno adatto ad alcune applicazioni come l’immediata lettura e l’alta leggibilità o la lettura rilassata e bassa stancabilità dell’occhio.

Proviamo a metterci in discussione un po’ di più prima di scegliere un font davanti al programma di impaginazione “di casa” o di giudicare un elaborato dal mero e personale piacere estetico perché, come disse Galileo Galilei: «Ma sopra tutte le invenzioni stupende, qual eminenza fu quella di colui che s’immaginò di trovar modo di comunicare i suoi più reconditi pensieri a qualsivoglia altra persona, benché distante per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo? parlare con quelli che son nell’Indie, parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a mille e dieci mila anni? e con qual facilità? con i vari accozzamenti di venti caratteruzzi sopra una carta».

Esperto di grafica, è l'ideatore, il realizzatore e il deus ex machina della struttura della fanzine. L'eloquenza non è il suo forte, ma con forme e colori riuscirebbe a comunicare qualsiasi cosa. Nel tempo libero strimpella con la sua chitarra. Performance preferita, con voce che non ti aspetti: wish you were here.