Facebook censura vignetta di Mauro Biani. Stop account per 24h

Vignetta di Mauro Biani costa cara all’artista che si ritrova l’opera postata su Facebook censurata e l’account bloccato per ventiquattro ore. La libertà di manifestazione del pensiero nelle mani di un algoritmo

Abbiamo parlato diverse volte di Facebook, delle fan pages e dei criteri utilizzati per cercare di monitorare possibili contenuti offensivi. In questi giorni è necessario riprendere in mano la “penna” e parlare dell’argomento per il recente caso della vignetta di Mauro Biani.

Particolare testata sito internet Mario Biani

Mauro Biani, per chi non lo sapesse, è il famigerato vignettista del Manifesto. E, per chi non lo sapesse, una recente vignetta di Mauro Biani ha probabilmente attirato l’attenzione degli algoritmi di Facebook portando al blocco dell’account dell’artista e giornalista italiano.

La vignetta di Mauro Biani e la censura di Facebook

Le ragioni suono tutte riconducibili alla vignetta che riproduce un’Italia colorata di nero e sormontata da una stella cometa nera che riporta sulla testa il simbolo nazista della svastica.

vignetta di Mario Biani censurata

 

La vignetta di Mauro Biani è stata pubblicata sul Manifesto del 23 dicembre 2014 per commentare, in maniera artistica, gli arresti disposti dalla procura dell’Aquila nei confronti di esponenti del gruppo clandestino che si richiama agli ideali del movimento neofascista Ordine Nuovo, ormai disciolto.

mauro bianiL’account Facebook di Mauro Biani è stato bloccato per 24 ore e, anche se risulta tutt’ora visibile, il vignettista non può utilizzarlo perché «non rispetta gli Standard della comunità di Facebook».

E non finisce qui: l’account potrebbe essere cancellato in modo permanente se si perpetrasse la pubblicazione di contenuti simili.

Un algoritmo non può di certo cogliere la complessità che sostiene la satira, l’ironia e altre forme artistiche che sono proprie della natura umana.

Un freddo calcolo matematico non può considerare i fatti narrati dalle cronache quotidiane e relazionarle con pensieri, espressioni artistiche che criticano, nel bene e nel male, qualcuno o qualcosa. La libertà di manifestazione del proprio pensiero (art. 21 della Costituzione italiana) nelle mani di un algoritmo: accade su Facebook.

Eloquente (forse un po' troppo), è la voce più critica del gruppo. Si occupa principalmente di mass media convenzionali e non. Appassionato di cucina, è un bibliofago e passa il tempo libero a scrivere di tutto e di più. Autore preferito: il comisano Gesualdo Bufalino.