La Comunicazione Pragmatica-Digitale

I famosi “assiomi della comunicazione” di cui parla lo studioso P. Watzlawich  sono ancora validi nell’era della comunicazione digitale? Si può parlare di “pragmatica della comunicazione” con l’utilizzo dei social network? Se si …come questa nuova forma di “comunicazione pragmatica digitale” influenza il nostro comportamento?

comunicazione pragmatica-digitale

Comunicazione e conoscenza sono da considerarsi nella società contemporanea due risorse strategiche, fondamentali per il successo personale, costruire o ampliare la personale visione della realtà ma soprattutto relazionarsi, ascoltare e comprendere l’altro perché l’individuo necessita  comunicare , non può vivere senza relazionarsi con gli altri , soprattutto in seguito allo sviluppo dei cosidetti “new media” che hanno reso l’informazione sempre più breve e rapida.
Lo  stesso sociologo Sutherland e lo  psicologo sociale Lewin nei loro scritti parlavano  dell’importanza del “vivere nel gruppo “ , comunicando, confrontandosi  e apprendendo all’interno di esso,  sottolineando come l’ambiente sociale fosse in grado di influenzare i nostri modi di comunicare e quindi di comportarci, con il rischio anche di formare delle “subculture” con norme e valori differenti dalla società generale che rischiavano di indurre a condotte devianti.
Lo psichiatra P. Watzlawich parlava nel suo libro “Pragmatica della comunicazione” di come l’uomo fosse  in grado di comunicare in ogni momento della giornata attraverso parole, gesti e silenzi e di come il nostro modo di comunicare  scateni precise reazioni psico-sociali
Gli effetti che la comunicazione ha sugli altri possono essere positivi, negativi o addirittura devastanti se non ci si rende conto che qualunque atteggiamento da noi assunto è portatore di un messaggio che dovrà essere compreso dal nostro destinatario per un esito positivo del processo comunicativo.
Ma tale processo e tali effetti  cambiano oggi con l’uso di Internet e i social network?

Innanzitutto cambiano gli attori  e gli strumenti che rendono possibile  tale processo comunicativo.
Il profilo generale di un “comunicatore digitale” oggi,  cioè di un soggetto  che per definizione fa uso di un complesso di metodi e attività di progettazione, produzione, riproduzione trasmissione,  ricezione, elaborazione e archiviazione di  contenuti alla cui base vi è l’utilizzo di infrastrutture e applicazioni tecnologiche di tipo digitale (pc, web, satellite, cellulare, ecc.) , è quello di un giovane tra i 20 e i 35 anni, laureato ,esperto o fruitore dei sistemi dei media , che per motivi di studio lavoro o semplicemente per “social-izzare” con i propri coetanei in  pochi “click” sullo schermo del suo smartphone ha raggiunto i suoi “amici virtuali”.
La digitalizzazione ha incuriosito prima di tutti gli adolescenti, ragazzi , giovani studiosi e poi costretto le precedenti generazioni  ad adattarsi al cambiamento tecnologico applicando i nuovi strumenti di comunicazione alla loro attività professionale e non “modernizzandola” in seguito al fenomeno della “multimedialità”, intesa come potenziale compresenza  nell’intero contesto comunicativo, di una grande  varietà di codici espressivi (testi, immagini,video, suoni, ecc.).
È infatti sufficiente collegarsi alla Rete per poter parlare con gli amici e fare nuove conoscenze.
Le distanze vengono in tal modo annullate ed e’ possibile mantenere viva un’amicizia anche se ci si trova a migliaia di chilometri di distanza.
Oggi Internet sta suscitando enorme entusiasmo ma anche numerose critiche, dettate dal timore che in futuro possano instaurarsi relazione sempre piu’ superficiali e che i rapporti siano sempre piu’ freddi e disumani, con la conseguente perdita degli incontri face to face (ftf) e della ricchezza della comunicazione non verbale.

Cambiano  quindi gli “attori”, i mezzi, il nostro modo di utilizzarli e  i mezzi di comunicazione e di fare comunicazione, a volte forse troppo sintetico e rapido, tutto ciò però influenza componenti della nostra soggettività: il Sé e l’identità.

L’influenza dei nuovi media sul Sé è duplice.
In primo luogo i media, per la loro capacità di strutturare l’esperienza interattiva creano, attraverso l’uso, schemi mentali (brainframe) che influenzano la capacità del soggetto di «situare» le rappresentazioni e di attuare le proprie intenzioni.
In secondo luogo, attraverso i loro contenuti, i media possono proporre narrazioni in grado di modificare lo stato emotivo del soggetto e la sua interpretazione di quanto narrato (effetto persuasivo).
L’influenza dei nuovi media sull’identità può invece essere descritta in due punti chiave che caratterizzano la gestione dell’identità sociale all’interno dei nuovi media:

  • usare efficacemente i nuovi media per modificare la nostra identità sociale (il modo in cui gli altri membri della rete percepiscono la nostra identità -identità fluida);
  • è più facile decidere come e quali caratteristiche sottolineare della propria identità sociale (personal branding).

Notevoli però sono anche i vantaggi rispetto alla “vecchia” comunicazione analogica: velocità di comunicazione a distanza; l’enorme potenziale di memoria; l’accuratezza dell’informazione trasmessa; l’interattività la partecipazione, la mancanza di limiti spazio-temporali, la selettività dei messaggi.
Non dimentichiamo che La tecnologia sta acquistando importanza anche nella didattica, offrendo svariate modalità di apprendimento, più attive ed efficaci.
La comunicazione virtuale, la ricerca di informazioni in internet, i blog, si sono diffusi sempre più negli ultimi anni, inserendosi in ogni campo dell’educazione e dell’informazione.
Molti docenti usano i blog come laboratori di ricerca e di scambio che ha la finalità di facilitare l’accesso alle nuove tecnologie per l’insegnamento di tutte le discipline, allo stesso tempo per gli studenti, apprendere tramite l’utilizzo di tecnologie multimediali, diventa più stimolante.
Che dire dal punto di vista comunicativo-tecnologico è tutto semplicemente sorprendente …ma come in tutte le cose mai esagerare, gli aspetti positivi e negativi sono da valutare e distinguere anche per tutto ciò ce riguarda lo straordinario fenomeno della comunicazione!.

Buoncompagni Giacomo, 27 anni. Laureato in comunicazione pubblica e specializzato in linguaggio non verbale, analisi dei media e scienze criminologiche con un master in criminologia investigativa. Sta conseguendo un secondo master in cyber security e collabora con la cattedra di sociologia presso l'Università di Macerata. È docente di "comunicazione e crimine" presso la Libera Università di Ancona e autore del libro "Il ruolo della comunicazione nell'investigazione" (Gruppo Editoriale L'Espresso)