La criminologia come forma di comunicazione

La criminologia non è solo presente nelle fiction o serie tv, la criminologia è una vera e propria scienza tuttora sottovaluta in molti Paesi

La criminologia è una disciplina molto ricca e complessa, una vera e propria forma di comunicazione. Essa è da sempre definita come una scienza multidisciplinare che, almeno per quanto riguarda l’Italia, sta prendendo ora sempre più piede e sta sempre più appassionando esperti e neofiti ed entrando negli studi di vari settori scientifici, ricerche, Università.

Esperti psicologi e sociologi criminali, avvocati-criminologi, giovani studenti, coloro che si autodefiniscono esperti di serial killer pullulano come fiori di pesco a primavera, compaiono così i master e corsi di alta formazione più impensabili da 2000, 3.000 o 4.000 euro ciascuno, che rilasciano il “misero” attestato di partecipazione!

Interessanti, anzi interessantissimi ma il loro riconoscimento a livello nazionale anche da parte del Ministero dell’Istruzione è pari a zero!

Tutto ciò grazie anche al grande successo di serie tv come Criminal Minds o CSI. Impossibile negarlo! Purtroppo questo ha portato e porterà ancor più a sottovalutare questa preziosa disciplina che tutti ammirano e che tutti desiderano studiare per diventare veri e propri “profiler”. Ma il nostro sistema giudiziario, almeno per ora, privilegia la parte giudiziaria che quella investigativa, quindi il criminologo così come esiste in America rimane solo vivo nelle nostre fantasie “gialle”.

criminologia

La criminologia e il legame tra fenomeno criminale e processi comunicativi

Peccato, in quanto la criminologia è una delle scienze più complete ed utili anche per coloro che non si appassionano di fronte a notizie riguardanti terroristi o serial killer, proprio perché è possibile considerarla una forma vera e propria di comunicazione.

Se si riconosce questo si arriva ad accettare due aspetti davvero interessanti: come questa disciplina si intrecci oggi più che mai, con i mass media, la rappresentazione mediatica dei fatti criminali e il relativo impatto sul pubblico ma è possibile andare oltre questo aspetto.

Si potrebbe parlare di “crimin-azione”, di un legame stretto tra fenomeno criminale e processi comunicativi, perché azioni, gesti dei criminali, prove forensi, oggetti che caratterizzano una scena del crimine, sono tutti “segni” che comunicano che cosa se non il passaggio di qualcuno, piste ed indizi da seguire, aspetti legati alla personalità di un individuo, volontà di compiere un crimine?

Una comunicazione particolare, patologica, che deve essere approfondita e valorizzata; una forma di comunicazione complessa quanto affascinante, che merita più attenzione in quanto sempre caratterizzata da relazioni che è possibile istituire tra elementi presenti e qualcosa di assente, ancora da scoprire

Buoncompagni Giacomo, 27 anni. Laureato in comunicazione pubblica e specializzato in linguaggio non verbale, analisi dei media e scienze criminologiche con un master in criminologia investigativa. Sta conseguendo un secondo master in cyber security e collabora con la cattedra di sociologia presso l'Università di Macerata. È docente di "comunicazione e crimine" presso la Libera Università di Ancona e autore del libro "Il ruolo della comunicazione nell'investigazione" (Gruppo Editoriale L'Espresso)