Non abbiamo paura del vicino: le stragi dei nostri giorni

Dalla Francia alla Nigeria, le numerose stragi di questi giorni hanno un solo filo conduttore: la paura

Il 7 Gennaio di quest’anno la Francia ha toccato con mano la paura e il dolore provocati dal terrorismo. I due attentatori si sono lasciati alle spalle una carneficina: dodici persone uccise, di cui una, il poliziotto steso a terra, nel modo freddo e crudele che s’intuisce chiaramente dal video diffuso in tutto il mondo.

L’undici Gennaio, moltissimi capi di Stato, personalità politiche e religiose, comuni cittadini francesi hanno mostrato la loro solidarietà partecipando alla famosa “Marcia repubblicana” a Parigi. L’attenzione mediatica a quell’evanto era enorme. È stato un momento di solidarietà e fratellanza davvero intenso.

La diversità che fa male in ItaliaTuttavia forse non tutti sanno che quello staesso giorno al mercato di Damaturu, in Nigeria, si realizzava l’ennesimo orrore che a partire dal 2001 sta torturando la popolazione locale. Due bambine, rispettivamente di 10 anni e 15 anni, sono state fatte saltare in aria, provocando quattro vittime e molti feriti.

Una scena simile si era verificata il giorno precedente: stesso contesto (mercato), stavolta nella città di Maiduguri. Anche in quest’occasione l’autrice materiale della strage era una bambina di dieci anni. Il bilancio finale recitava diciannove morti.

Chiaramente non si può attribuire la responsabilità degli attentati alle ragazzine. Secondo molte fonti governative e legate ad organizzazioni ONLUS, specialmente Medici senza frontiere, da anni operanti in questo ambiente, il gruppo terroristico che ha architettato questi attentati è il “Boko Haram”. L’organizzazione, che letteralmente significa “l’istruzione occidentale è proibita”, incarna pienamente i principi dell’islamismo radicale e si propone di diffonderli con qualsiasi mezzo.

Ci sarebbero tante altre stragi di cui raccontare legate al Boko Haram (l’ultima risale al ventidue Febbraio, compiuta nel mercato di Abuja), ma, per non scadere nella curiosità morbosa e un pò macabra, sarà meglio trascurali. Ciononostante sono presenti alcuni dettagli che vale la pena mettere in evidenza; anzitutto i luoghi scelti per le stragi ovvero i mercati, in genere affolatissimi e perciò in grado di contenere moltissime potenziali vittime. In secondo luogo bisogna spostare l’attenzione sulla modalità ricorrente, cioè quella dell’ordigno nascosto nei vestiti delle giovani sicarie, azionabile anche a grande distanza.

Infine, ma non meno importante, dobbiamo sforzarci di capire gli effetti che questi attentati provocano sulle persone: a tal proposito è illuminante un articolo pubblicato dal quotidiano “Repubblica” il cinque Marzo. La notizia porta questo titolo: Nigeria, donna linciata e bruciata in un mercato. Ma non era una kamikaze. Non servono ulteriori approfondimenti, se non che alla donna in questione è stata gettata addosso una coperta cosparsa di benzina fatta poi bruciare.

A questo punto viene da chiedersi: cos’è che lega l’attentato di Parigi con quelli che sono successi (e che stanno continuando a succedere, all’ombra di moltissimi giornali occidentali)? La risposta si può sintetizzare in una parola: paura.

Un gruppo terroristico è un’organizzazione di uomini che anzitutto vogliono diffondere il panico generale. Vogliono, ancora prima di raggiungere i loro obbiettivi materiali, instillare il terrore puro nella mente della popolazione locale e globale. Vogliono alimentare l’odio verso di loro all’interno dell’opinione pubblica.

Recentemente mi è capitato di discutere riguardo all’Isis con un mio amico. Il suo pensiero era: è inutile cercare un dialogo con questi pazzi, bisogna identificarli e bombardarli. Concordo in parte. Anch’io sono convinto che il dialogo sia inutile. Tuttavia mi ritorna in mente il video di quel giovanissimo boia che è diventato virale in questo periodo, alla disumanità espressa dal suo volto. Penso alla donna linciata solo per paura di ciò che avrebbe potuto fare ma che sin dal principio non ne aveva intenzione. Provo a immaginare il dolore delle famiglie e dei conoscenti, di sicuro profondissimo. No, non credo che sia con la violenza che si combatte la violenza.

Anzitutto sono convinto che serva conoscenza vera e quanto più possibile completa; subito dopo l’attentato di Parigi sono iniziate le discussioni ad ogni livello sul ruolo del concetto di “jihad” nel credo islamico e del suo significato. Questo principio, contenuto nel Corano, si può tradurre con l’espressione “Guerra Santa”. Sin dall’antichità è stato interpretato nel senso bellico, di lotta armata. In realtà il suo signinficato prorpio sarebbe “esercitare il massimo sforzo“, ovvero cercare con tutte le proprie forze di vivere secondo gli insegnamenti contenuti nel Corano nei propri ambiti dell’esistenza. Se pensiamo che uno degli insegnamenti comuni sia all’islamismo sia al cristianesimo dice: ama il prossimo tuo come te stesso, insegnamento presente nella Torah islamica, a cui il Corano fa riferimento e ne completa il senso, tanto quanto nella Bibbia cristiana, risulta che il messaggio fondamentale della “jihad” sia la diffusione della pace attraverso i propri gesti quotidiani.

Non abbiamo paura del vicino: cos’altro si può fare?

Mi ha colpito l’editoriale del venticinque Febbraio in cui Monica Maggioni, giornalista di Rainews24, annunciava la decisione di non pubblicare più integralmente video dell’Isis poichè, come spiega la stessa giornalista: l’orrore e la crudeltà adesso sono noti a tutti, quello che invece d’ora in poi si fermerà è la macchina della propaganda.

L’editoriale conclude con una nota sul concetto di vero giornalismo. Del tutto opposto, oserei dire, ad altri giornali, come “Libero”, in cui questa notizia è catalogata nella rubrica di gossip.
Ai posteri la non ardua sentenza.

Articoli Repubblica STRAGE DAMATURU: http://www.repubblica.it/esteri/2015/01/11/news/orrore_in_nigeria_ancora_due_bimbe_imbottite_di_esplosivo_muoiono_in_tre-104734454/

STRAGE MAIDUGURI: http://www.repubblica.it/esteri/2015/01/10/news/nigeria_la_imbottiscono_di_esplosivo_a_10_anni_bambina_kamikaze_al_mercato_dieci_morti-104669151/?ref=HREC1-5

STRAGE ABUJA: http://www.repubblica.it/esteri/2015/02/22/news/nigeria_bimba_kamikaze_si_fa_esplodere-107943145/?ref=search

 

...