Personal branding: due eccellenti casi italiani

Abbiamo già parlato di personal branding. Due recenti casi italiani di persone sconosciute al pubblico che adesso sono diventate famose

Il personal branding è il motivo più ricorrente sul web da quando alcune persone “ce l’hanno fatta”. Da quando persone prima sconosciute al grande pubblico sono emerse dall’anonimato, sfruttando i propri talenti e grazie alle potenzialità dei new media.

Personal branding - due casi italiani

Personal branding: il caso di Nima Benati

Nima Benati, un brand vivente che è riuscita a fare della fotografia un suo stile personale. Si è fatta conoscere tramite le sue fotografie scattate a ragazze semplici e sconosciute, passando per modelle d’alta moda fino a raggiungere importanti campagne pubblicitarie, come Cruciani, Patrizia Pepe e altri importanti marche.

Personal branding Nima BenatiNima Benati sembra proprio essere una ragazza che si è fatta da sola. Classe ’92, lavora nel mondo della fashion photography da più di un anno ormai. Il suo successo è dovuto principalmente alla sua abilità tecnica fotografica. Ma anche alla sua capacità di sapere sfruttare tutto il potenziale offerto dai social network.

La sua pagina Facebook conta la bellezza di 201mial. Una fan page che risulta certificata dallo stesso Facebook: un vero “onore” visto che questa possibilità è offerta dalla piattaforma solo a chi ha effettivamente una forte popolarià.

Le sue foto sono piene di colori. Il suo stile fortemente impattante consente di poter ricordare e riconoscere ovunque le sue foto. Nima Benati ha già collaborato con alcune fashion blogger molto conosciute, come Chiara Ferragni, Chiara Biasi, ma anche il blogger Mariano Di Vaio, che contano (anche loro) migliaia di fan.

La bravura di Nima sta sicuramente nello spessore narrativo delle sue foto. Si sa, alle persone piacciono le storie e Nima è stata brava a sapersi raccontare e, grazie alle sue foto e alle sue competenze acquisite da autodidatta, ha saputo dimostrare, ancora una volta, che è possibile emergere dall’anonimato se un individuo ha un talento di cui non è possibile dubitare.

Personal branding: il caso di Riccardo Scandellari

Riccardo Scandellari è uno dei personaggi italiani più famosi nel mondo dei social media, web marketing, Blogging e di tutto ciò che ruota intorno a questi concetti.

skande1Riccardo Scandellari (meglio conosciuto come Skande), nel suo sito, si definisce «Curatore di contenuti, blogger, creativo e giornalista. Autore di libri sul personal branding e il marketing digitale». Ma è molto di più: Riccardo è un guru del personal branding, un punto di riferimento per i giovani che vogliono trovare opportunità di lavoro e per i “meno-giovani” che hanno ancora tanta voglia di mettersi in gioco.

Socio e fondatore di NetPropaganda, ferrarese, Riccardo con umiltà e dedizione si è occupato di tecnologie e tecniche di comunicazione orientate al web, sin dal 1998, ha gestito e realizzato numerosi progetti online, passando dal posizionamento dei contenuti alla diffusione attraverso blog e social network.

La sua pagina Facebook conta più di 9800 fan e il suo profilo Twitter conta più di 50.000 follower, su LinkedIn è possibile trovare la raccolta più completa delle sue informazioni. Di Skande colpiscono innanzitutto la sua umiltà e la sua completa dedizione ai new media e al mondo dei social. La sua consulenza e la sua formazione hanno persino fatto breccia nell’universo giornalistico e politico italiano.

Ha scritto un paio di libri sul personal branding: Fai di te stesso un brand (2014) e Afferma la tua identità con il Net branding (2015). Il primo è un libro «che racconta quali siano gli atteggiamenti e tecniche per crearsi una forte identità online. Il personal branding e la web reputation sono sempre più fondamentali nella vita professionale, questo libro indica un percorso per migliorare la tua immagine». Il secondo parla «delle tecniche e degli atteggiamenti che possono farti emergere in rete, contribuendo fortemente a dare un’impressione di te efficace e rassicurante».

Eloquente (forse un po' troppo), è la voce più critica del gruppo. Si occupa principalmente di mass media convenzionali e non. Appassionato di cucina, è un bibliofago e passa il tempo libero a scrivere di tutto e di più. Autore preferito: il comisano Gesualdo Bufalino.