C.Attiva #2. Gioco d’azzardo e comunità: l’importanza delle relazioni interpersonali

Nella seconda serata dell’evento di cittadinanza attiva C.Attiva Verona è stato affrontato il problema del gioco d’azzardo, in un’ottica comunitaria. Attraverso un recupero delle relazioni interpersonali sarebbe possibile far fronte a uno dei problemi di Verona

Venerdì, 19 settembre, a Villa Buri di Verona, si è svolta la seconda serata, dedicata al gioco d’azzardo, di C.Attiva Verona, l’evento di cittadinanza attiva, promosso dall’associazione Mondo Unito onlus, con il patrocinio e il contributo del Comune di Verona.

La serata, dal titolo Gioco d’azzardo e comunità: l’importanza delle relazioni interpersonali, è stata densa di spunti e di contenuti, dal momento che, sin dall’inizio, un power point (fornito da Vita.it) ha mostrato la situazione del gioco d’azzardo, con ampio riferimento alle slot machine, in Italia e a Verona.

C.Attiva #2 – gioco d’azzardo e comunità: «il problema non è l’ammontare dei soldi spesi: è il tempo che si dedica all’azzardo!»

Gioco d’azzardo e comunità: l’importanza delle relazioni interpersonali. Ecco alcune foto di ieri sera!Dopo il consueto apericena, la conferenza si è aperta con l’intervento di Simone Feder dell’associazione Movimento No Slot che ha coinvolto subito il pubblico sostenendo che «non ha senso venire a sentire un esperto quando poi, nella vita di tutti i giorni, non c’è un seguito e non si agisce». «Non ha senso ascoltare fiumi di dati, numeri sul fenomeno azzardo – ha aggiunto Feder – se poi il territorio non si prende cura del territorio stesso».

«Affrontiamo un periodo in cui sono i figli che accompagnano i genitori nei centri di ascolto». A maggior ragione è giunto il momento di fare qualcosa, partendo dal basso, attraverso azioni concrete dei cittadini: sembra essere il messaggio trasmesso da Feder con il suo pragmatismo.

Per remare contro a una cultura dell’azzardo, non lo chiamiamo gioco, per cortesia, occorre creare una cultura del non-azzardo (del No Slot): «bisognerebbe dire ai baristi che ritornino a fare i baristi – ha sostenuto Feder che poi ha aggiunto – i giovanissimi spendono 5-20 euro a settimana nelle macchinette; ma il problema non è l’ammontare dei soldi spesi: è il tempo che si dedica all’azzardo!» 

E la posizione degli esercizi che hanno slot machine al loro interno? Incide tantissimo sugli spazi urbani e sui cittadini di una città. Si pensi che a Verona, nella top venti delle città con il rapporto più alto di numero di slot machine per popolazione residente, e con un incremento del 48% della presenza nel territorio delle imprese dell’azzardo, solo tre scuole sono distanti più di 500m da punti vendita che possiedono slot machine.

Per non parlare di quello che accade nel mercato online. Le app dedicate all’azzardo scaricabili dagli store, negli ultimi due mesi, sono passate da 2mila a 11mila.

C.Attiva #2 – gioco d’azzardo e comunità: «noi siamo corresponsabili, perché tutti cittadini»

Gioco d’azzardo e comunità: l’importanza delle relazioni interpersonali. Ecco alcune foto di ieri sera!Gianmarco di Libera, dopo aver ricordato le parole di don Ciotti «basta commuoversi bisogna muoversi», ha subito esordito dichiarando che «sono circa 50 i clan che si spartiscono il gioco d’azzardo illegale» sostenendo poi che è impossibile continuare a parlare di dipendenti o ludopatici, «sarebbe meglio parlare di malati di gioco patologici».

Ma quanto costa un malato di gioco patologico? Il costo per paziente ammonta a 38mila euro.

«Noi siamo corresponsabili, perché tutti cittadini e, in quanto tali, dovremmo frequentare solamente quei bar che hanno deciso di non mettere le macchinette».

C.Attiva #2 – gioco d’azzardo e comunità: «occorre ricostruire le relazioni interpersonali con la consapevolezza che il mio benessere dipende dal benessere dell’altro»

Gioco d’azzardo e comunità: l’importanza delle relazioni interpersonali. Ecco alcune foto di ieri sera!Ernesto Guerriero della Cooperativa sociale Self Help ha “spinto” il dibattito nella direzione della comunità. «Abbiamo sempre meno relazioni umane che invece diventano sempre più formali, organizzate, virtuali. Ed è qui che ci formiamo… e formiamo i nostri stili di vita».

È stato sottolineato come i giovani (limitatamente a quelli che la  sociologia attenta ai fenomeni digitali definisce Nativi Digitali) abbiano perso il senso dell’equilibrio tra relazioni primarie e relazioni virtuali.

«Occorre ricostruire le relazioni interpersonali con la consapevolezza che il mio benessere dipende dal benessere dell’altro. E per far ciò occorre puntare al legame, non all’autonomia, dal momento che le parti fragili possono crescere solo con lo scambio con le altre persone».

C.Attiva #2 – gioco d’azzardo e comunità: l’esperienza e il dialogo col pubblico

Prima del dialogo con il pubblico, Gianmarco Polese, del gruppo Lazise No Slot, ha raccontato l’esperienza della sua comunità che si è mossa per protestare contro la presenza dilagante delle sale da gioco, riuscendo a coinvolgere persino l’amministrazione e il Sindaco che, come ha detto Polese stesso, «è il garante della salute della sua comunità».

Dalla platea, composta da un pubblico partecipe e interessato, sono venute fuori alcune idee di iniziative concrete per ovviare al problema del gioco d’azzardo presente nella nostra città:

  • perché non creare un punto No Slot a Verona e fare rete con tutte le altre città che partecipano al movimento?
  • Una volta messe in rete le varie associazioni scaligere e i cittadini, perché non puntare a realizzare un evento Slot Mob?
  • E infine un’iniziativa curiosa, e possibilmente molto efficace, riguarderebbe la volontà e l’impegno di noi cittadini di poter chiedere, prima di ogni consumazione all’interno di un esercizio, se il locale possiede o meno le slot machine per poi limitarsi a “premiare” solamente chi dice ‘no’ all’azzardo.

Ad ogni modo, l’ultima serata (21 settembre) sarà sicuramente ricca di spunti per aprire diverse iniziative concrete per la città di Verona.

Ecco il video realizzato da ItinereLab.


Ricordiamo che durante le serate è presente la mostra di quadri di Tobi e la cella (a grandezza reale) allestita dall’associazione La Fraternità.

L’evento C.Attiva Verona, dal 18 al 21 settembre, in Villa Buri, prevede altre due immancabili serate: per conoscere meglio l’evento clicca qui.

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